Cara MariaSole,
sì lo so che è un nome strano. Ma quand’ero molto piccola mi sei apparsa in sogno, e t’ho chiamata così. Come la luce più forte, il calore più intenso. Come astro che brucia le ali di chi non sa volare, forte e possente.
Non ho mai saputo volare. Ci ho provato, ma son caduta quasi sempre.
Quando sarai grande ti racconteranno di Icaro e ti diranno del suo coraggio, della sua tenacia ma anche della sua irrefrenabile caduta. Così è stata la mia vita. Come un’altalena tra la sensazione di riuscire a volare (perché Icaro s’è messo in volo, sai?) e quella di cadere senza scampo (aveva le ali di cera lui, tesoro mio. E il Sole quelle ali, piangendo le ha sciolte).
Ho volato quando ho amato. Sentivo il Sole così vicino, da provare timore. E questa è forse la cosa più bella che posso raccontarti. Perché d’Amore si vive. E non perdere tempo dietro chi lo spreca, dietro chi ha da pensare o deve comprendere il motivo di ogni azione. Amare è immotivato, ma tu fallo e non risparmiarti.
Fa paura, tua madre su questo è esperta. Ha sempre preferito amare per due, che lasciarsi amare totalmente. Crocerossina, così la chiamano. Sempre attenta a non sbagliare, a diventare piccoli pezzi di stoffa sparsi, nemmeno utili per la polvere. In perenne attesa, ansia, dubbio di avere una sola certezza: essere abbastanza per qualcuno. Così tanto che ha amato chi le stava lontano, ha schivato chi voleva solo tenerla tra le braccia, cullandola.
L’Amore ti ferisce e ugualmente ti guarisce. E’ la migliore medicina ma anche la peggiore malattia. Ma gustala, soffrine, affrontala. Perché questo è Vivere, Amare è vivere.
E guardati allo specchio ogni giorno, dalla testa ai piedi. Benedici ogni parte di te perché sei Bella. E lo sarai sempre anche quando le situazioni così come le azioni che compirai ti diranno il contrario. Te lo ricorderò ogni giorno. Perché a sentirle dire le cose, le si impara. Fin quando i tuoi occhi le vedranno, come parte di te.
Non so quando leggerai tutto questo, ma avrò cura di custodire queste parole. Perché il più grande insegnamento che posso darti è di non ripetere i miei errori. E proprio di quelli voglio parlarti.
Nuda, davanti a te che mi guardi senza giudicare.
Benvenuta mio grande eterno volo.
Da adesso, ti parlerò un po’ di me.